E se per i cristiani il numero 40 è uno di quelli più ricorrenti e simbolici, in Giappone è considerato fortunato il numero 3. Il terzo giorno del terzo mese (ovvero il 3 Marzo) infatti viene celebrato un rito molto particolare di purificazione e allontanamento di energie negative: l’hinamatsuri detto anche Festa delle Bambole (Hina significa bambola e matsuri festa) o Festa delle Bambine, poiché si prega per la loro fortuna e per il loro benessere. Generalmente i ragazzi non partecipano all’Hinamatsuri, in quanto esiste un altro giorno, detto il “Giorno dei ragazzi”, ma oggi noto come il Giorno dei bambini, che si tiene il 5 maggio durante la Settimana d’oro in Giappone. Questo giorno di festa (Hinamatsuri) è però un giorno lavorativo, al contrario della festa dei bambini del 5 Maggio.

L’hinamatsuri rientra nelle 5 festività giapponesi stagionali (sekku), che storicamente si tenevano in date favorevoli del calendario cinese.

Un altro nome noto di questa festa è Momo no sekku, che significa festa dei fiori di pesco, perché in questo periodo dappertutto sbocciano questi fiori, simbolo di un matrimonio felice.

ORIGINE

Questa celebrazione risale all’incirca alla metà del VII secolo, durante il periodo Heian, dove si credeva che le bambole avessero il potere di contenere gli spiriti malvagi e le malattie corporali.

L’hinamatsuri trae le sue radici dall’antico cerimoniale dell’hina-nagashi (雛流し letteralmente “bambola fluttuante”), che avveniva soprattutto durante il periodo Heian (chiamato in questo modo perché la capitale si trovava a Heian-kyo, l’attuale Kyoto), dove si usava gettare delle bambole di paglia nel fiume affinché portassero via con sé la cattiva sorte, ma poiché le bambole finivano spesso nelle reti dei pescatori, e quindi recuperate e bruciate nei templi, ancora oggi si è deciso di continuare con questo rito soprattutto per non inquinare i corsi d’acqua. L’antica tradizione di mettere bambole di carta a galleggiare lungo un fiume è ancora viva però in molte parti del Giappone durante l’Hina Matsuri, in particolare al Festival Edo Nagashi Bina nel distretto di Asakusa a Tokyo.

La pratica di purificarsi presso i fiumi deriva dallo shintoismo, e il primo a compierla fu il Dio Izanagi. Uscito dall’oltretomba, dove si era recato per recuperare la sua amata Izanami, si accorse di essere sporco e impuro, perciò si lavò in un corso d’acqua, e da questo suo gesto nasceranno i più importanti Dèi del Giappone: la dea solare Amaterasu, il lunare Tsukuyomi e il tempestoso Susanoo.

COME SI FESTEGGIA

Le hina sono delle bambole che vengono regalate alle bambine e tramandate di generazione in generazione dalle donne di famiglia, sia per un valore affettivo che economico, le bambole hina infatti sono molto costose (tra 1.500$ e 2.500$ per un set a 5 livelli), così spesso in alternativa, i nonni regalano i set hina alle bambine della famiglia non appena nascono.

Queste bambole vengono utilizzate come giocattolo soltanto durante lo hina matsuri, per il resto dell’anno sono riposte in scatole di legno. Per l’occasione tutte le bambine indossano i kimono tradizionali dalle lunghe maniche e ricevono regali dai loro genitori e parenti. Inoltre, si recano a pregare al tempio più vicino alla propria casa, accompagnate dai genitori. In questa ricorrenza in cui si prega per la crescita felice e sana delle bambine e ragazze, si cela anche il voler allontanare gli spiriti malvagi dalla propria famiglia.

ALLESTIMENTO

Le esposizioni vengono allestite già a partire dal mese di febbraio, per poi essere tolte la sera del 3 marzo, perché secondo la tradizione lasciarle oltre il 4 marzo porterebbe ad un matrimonio molto tardivo per le proprie figlie femmine, ricordiamo come il numero 4 tra l’altro sia uno di quei numeri considerati sfortunati infatti dalla cultura Giapponese.

L’allestimento avviene tramite l’utilizzo di una piattaforma composta da 7 gradini detta hina dan (雛壇) coperta da un telo rosso con una striscia arcobaleno in fondo che prende il nome di hi-mōsen, mentre il set delle bambole decorative viene detto hina-ningyō ed è composto da ben 15 bambole.

  • Primo gradino: si collocano le bambole che rappresentano l’imperatore e l’imperatrice. Solitamente dietro di loro viene posto un piccolo paravento dorato e due lanterne di carta o seta poste sui lati. Possono figurare anche accessori come piccoli vasi nel mezzo delle bambole per separarle. Originariamente l’imperatore era a destra mentre ora si colloca sul lato sinistro.
  • Secondo gradino: si trovano tre dame di corte separate da due piccoli tavolini rotondi con sopra un dolce di stagione, escluso l’hishimochi.
  • Terzo gradino: si trovano cinque musicisti posizionati in base allo strumento; da destra verso sinistra abbiamo un suonatore con un piccolo tamburo seduto, un suonatore con un tamburo grande in piedi, un altro suonatore di percussioni in piedi, un suonatore di flauto seduto e infine un cantante seduto.
  • Quarto gradino: troviamo i due ministri; il più giovane è posto sulla destra, il più anziano sulla sinistra. A volte sono dotati di arco e frecce e tra le due figure sono posti due tavolini.
  • Quinto gradino: troviamo tre samurai che proteggono l’imperatore e l’imperatrice e portano in mano un rastrello, una paletta e una scopa. Le loro espressioni rappresentano pianto, riso e rabbia.
  • Sesto gradino: ci sono gli oggetti che la corte usa all’interno del palazzo imperiale come cassettiere, cesti per riporre i kimono, specchiere, set da cucito, bracieri, accessori per la cerimonia del tè.
  • Settimo gradino: vengono posti gli oggetti che si usano al di fuori del palazzo come jubako o le scatole laccate che servono per portare il bento (ad esempio per l’hanami), i palanchini e i carri che venivano usati come mezzo di trasporto per la nobiltà, oppure i carretti di fiori.

L’intero set è formato da 15 bambole, ma non tutte le famiglie hanno l’intero set, molte usano solo due bambole riposte su un solo piano, solitamente raffiguranti un uomo e una donna, oppure altre usano bambole di carta. L’evento più famoso della Giornata della ragazza in Giappone è il festival noto come Katsuura Big Hina Matsuri, che si tiene nella piccola città balneare di Katsuura nella prefettura di Chiba, da fine febbraio a inizio marzo.

Se si visita Tokyo durante questo periodo, è possibile anche visitare la famosa scala dei cento gradini presso l’edificio Meguro Gajoen, per vederla completamente ricoperta di bambole Hinamatsuri vintage provenienti da tutta la regione del Kyushu.

TRADIZIONE CULINARIA

Questa festa è famosa per la varietà di piatti tradizionali che si trovano in tavola fra i quali ricordiamo:

  • Chirashizushi – Sushi leggermente zuccherato servito insieme alla zuppa di vongole Ushio-jiru, ottenendo così dei colori che ricordano la primavera, solitamente servita come una grande torta intera ma da tempo hanno preso campo le monoporzioni
  • Hina arare – dei crackers di riso dolci o salati a seconda della zona (salati nella zona di Osaka e del Kansai in genere, mentre li troviamo zuccherati a Tokyo e nel Kanto), che per l’occasione sono prodotti nei colori tipici pastello primaverili.
  • Il dolce tipico dell’Hina Matsuri è l’Hishimochi 菱餅, un mochi colorato a strati e tagliato a forma di rombo che rappresenta il risvegliarsi della primavera: lo strato verde rappresenta la terra con l’erba che cresce, quello bianco la neve che si scioglie e lo strato rosa simboleggia i fiori di pesco, che stanno per schiudersi. Si serve con il lato verde rivolto verso il basso.

La bevanda tradizionale di questa festività è l’amazake, o Shirozake una versione analcolica del sakè ottenuta dalla fermentazione del riso a cui vengono aggiunti koji shōchū per ottenere un liquido bianco opaco e più denso del sakè. Insieme all’amazake si mangiano degli arare, dei salatini di riso, spesso conditi con della salsa di soia.

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