C’è solo una cosa buona che accadrà grazie al commercio equo e cioè pari opportunità di crescita per tutti per andare avanti nella vita. Buon commercio equo e solidale

Anonimo

ORIGINE

Dopo la seconda guerra mondiale, vari movimenti religiosi e gruppi cattolici si attivarono per creare una catena equa di prodotti provenienti da paesi del terzo mondo, con il chiaro intento di voler dare un giusto contributo ai paesi più bisognosi. All’inizio, i principali prodotti venduti erano fatti a mano, e venivano venduti in chiese o durante gli eventi di beneficenza, ma poi con gli anni furono intraprese delle vere e proprie attività commerciali internazionali.

Il commercio equo e solidale prese piede infatti nel ’68 durante le manifestazioni studentesche, come forma di protesta verso le grandi multinazionali, divenendo una sorta di azione politica contro il neo-imperialismo dei tempi post-coloniali. Iniziarono così a svilupparsi mercati sotto banchi, spesso illegali, con vendite da casa propria di prodotti che saltavano l’iter commerciale, arrivando direttamente al consumatore.

Nel 1965, Oxfam “Helping-by-selling” fu la prima organizzazione ad essere fondata come movimento commerciale alternativo, le vendite di questi prodotti aumentarono, lo stesso caffè dell’Angola e del Nicaragua veniva venduto ovunque possibile, addirittura anche dietro le chiese. E’ così che si arrivò incontro ad un nuovo problema: c’era bisogno di esportare i prodotti che fino a quel momento si trovavano solo localmente e nei piccoli negozi.

Fairtrade International

La necessità di portare prodotti gestiti dal commercio equo e solidale nei principali mercati di consumo, portò il prete olandese Frans van der Hoff, insieme a Nico Roozen, a un primo cambiamento sostanziale nel 1988, quando registrò la prima certificazione del commercio equo e solidale chiamata Max Havelaar.

Il loro obiettivo era quello di garantire un reddito costante ai piccoli agricoltori facendoli inviare il caffè a una cooperativa nei paesi di origine e importandoli attraverso la loro società olandese, Van Weely. Questa attività ebbe un tale successo, che decisero di estenderla ad altri prodotti come cotone, cacao, zucchero in arrivo dal Sud America, dall’Africa e dall’Asia.

Data però ancora la mancanza di molte regole certe in questa tipologia di mercato, un anno dopo, nel 1989, nacque il WFTO – Organizzazione Mondiale Equo e Solidale, che si occupa di rilasciare le certificazioni alle aziende che ne fanno richiesta e di controllare e dare una linea guida ai Paesi che vogliono regolamentare questo tipo do commercio, fungendo da punto di riferimento per le tante organizzazioni che operano in questo settore.

Nel 1997 nacque Fairtrade International e FAIRTRADE divenne il marchio registrato per i prodotti comune a tutti. Per i prodotti che dovevano essere importati dall’organizzazione del commercio equo e solidale, i requisiti per gli agricoltori erano di avere un’area di produzione che non superasse una determinata dimensione. Inoltre, i prodotti dovevano essere costituiti per almeno il 20% da prodotti del commercio equo e solidale.

Questo è cambiato quando le grandi aziende hanno iniziato a comprendere il potenziale della nicchia di mercato dei prodotti a commercio equo e solidale che già negli anni ’90 stavano salvando dalla povertà oltre 1 milione di agricoltori.

Inoltre, la crescita del volume nei consumi era del 24% ogni anno, e questo portò nel 2011, Fair Trade USA  a dividersi da Fairtrade International (guidato da Frans van der Hoff) applicando una strategia e un regolamento diversi per i candidati al fine di includere più aziende agricole di grandi dimensioni e rendere la certificazione Fairtrade più accessibile a tutti. Inoltre, la percentuale di materia prima fair trade all’interno di un prodotto venne ridotta dal 20% al 10%.

Riassumendo dunque, il Commercio Equo Solidale, nasce in contrasto con le multi-internazionali, per tutelare i piccoli produttori, soprattutto quelli agricoli con alla base di tutte le controversie il prezzo della materia prima.

In Inglese viene detto “Fair Trade” e si trovano oggi in molte città, dove le industrie dei Paesi più sviluppati, comprano e garantiscono i prezzi con i Paesi in fase di sviluppo.

I prodotti che maggiormente vengono commercializzati sono: il Caffè, il Thé, Zucchero di Canna, Cacao, ma anche il Miele, l’Orzo, Frutta Secca, Noce Moscata.

Questi prodotti sono tra i più comunemente commercializzate con la regola del non profitto, quindi regole internazionali di salvaguardia, che permettono a produttori di ottenere i giusti guadagni ed obbliga le grosse catene alimentari a non sfruttare alcune aree meno sviluppate.

Il Commercio Equo e Solidale è un sistema che va contro le ingiustizie, permette di lavorare e da giuste garanzie, con coltivazioni e produzioni di materia prima di buona qualità, senza che ci sia una speculazione e ci permette di avere del cibo nelle nostre tavole più sano e genuino. Quello che si deve subito pensare e il grande lavoro che è stato fatto per arrivare ai tempi nostri, con Organizzazioni che lavorano quotidianamente per garantire un futuro migliore, oggi anche con l’impegno di voler dare un occhio di riguardo al riscaldamento globale, consapevoli che molto può essere fatto, migliorando e prestando maggiore attenzione sulle tecniche e prodotti usati per la coltivazione e produzione.

LA GIORNATA MONDIALE

La giornata è stata osservata per la prima volta dall’Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale (WFTO) nel 2004 e ha annunciato che sarebbe stata osservata il secondo sabato di ogni maggio. La stessa WFTO è nata nel 1989. La celebrazione del giorno comprende vari eventi in tutto il mondo che celebrano l’importanza del commercio equo e incoraggiano altri a unirsi alla lotta.

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE IN ITALIA

In Italia il movimento del Commercio Equo e Solidale è rappresentato da tre organizzazioniEquo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo.

I prodotti del commercio equo, specialmente quelli alimentari, si trovano anche in molte catene della grande distribuzione come Coop Italia, Crai, Auchan, Lidl, Esselunga e Conad

Una manifestazione Internazionale importante per il settore è quella di Altrocioccolato, una manifestazione nata su iniziativa delle botteghe del mondo umbre che dal 2001 diffonde le pratiche del commercio equo e sensibilizza sui temi della giustizia sociale ed etica, l’economia solidale e il mondo del cioccolato.

Organizzazioni in Italia

Importatori

Organizzazioni dell’economia solidale

CURIOSITA’

Da molti anni anni ormai, è noto come sia possibile aiutare i paesi del terzo mondo e non solo, anche semplicemente acquistando Bomboniere equosolidali.

La bomboniera è una tradizione che fa parte della nostra cultura, è un segno che gli sposi lasciano ad amici e parenti per ringraziarli di aver condiviso con loro la gioia delle nozze.

Scegliendo una bomboniera equosolidale si lascia agli invitati anche un messaggio di condivisione e solidarietà con chi vive situazioni di difficoltà in varie parti del mondo. Dietro la scelta di ogni oggetto c’è il sostegno ad un progetto che garantisce un lavoro dignitoso e un futuro sostenibile a tanti lavoratori del sud del mondo.

Ecco dei link utili per trovare la vostra preferita:

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