Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne.

Maya Angelou

Ogni volta che sento parlare di lotte femminili, mi salta subito alla mente il ricordo del cartone animato Walt Disney ” Mary Poppins” , quando la signora Banks – la madre di Jane e Michael, i due bambini di cui Mary Poppins si prende cura – si trovava impegnata nella lotta per l’estensione del diritto di voto alle donne. La signora Banks era una suffragetta, all’epoca non sapevo neanche cosa volesse dire, anche se un po’ lo si poteva capire dalla canzoncina che seguiva e che ho deciso per questo di riportare in entrambe le versioni qui di seguito.

SISTER SUFFRAGETTE SUFFRAGETTE A NOI

We’re clearly soldiers in petticoats
And dauntless crusaders for woman’s votes
Though we adore men individually
We agree that as a group they’re rather stupid!

Cast off the shackles of yesterday!
Shoulder to shoulder into the fray!
Our daughters’ daughters will adore us
And they’ll sign in grateful chorus
“Well done, Sister Suffragette!”

From Kensington to Billingsgate
One hears the restless cries!
From ev’ry corner of the land:
“Womankind, arise!”
Political equality and equal rights with men!
Take heart! For Missus Pankhurst has been clapped in irons again!

No more the meek and mild subservients we!
We’re fighting for our rights, militantly!
Never you fear!

So, cast off the shackles of yesterday!
Shoulder to shoulder into the fray!
Our daughters’ daughters will adore us
And they’ll sign in grateful chorus
“Well done! Well done!
Well done Sister Suffragette!”

Veri soldati in gonnella siam.
Del voto alle donne gli alfieri siam.
Ci piace l’uomo preso a tu per tu,
ma Il governo lo troviamo alquanto scemo.

Lacci e catene noi spezzerem
e tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Suffragette, a noi!

Non puoi arrestarci o maschio
son finiti i tempi tuoi.
E un solo grido unanime: Femmine, a noi!
Ben presto anche in politica seguire ci dovrai,
se il voto ancor ci neghi,
per te saranno guai!

Siam pronte al peggio,
anche a morire ormai.
Chi per il voto muor, vissuto è assai.
Femmine, a noi!

Ah! Lacci e catene noi spezzerem
e tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Marciam! Marciam!
Suffragette, a noi!

CHI FURONO LE PRIME SUFFRAGETTE?

 Le principali furono tre attiviste inglesi, che con il loro esempio innescarono cambiamenti epocali:

  • Emmeline Pankhurst (1858-1928), una delle più importanti suffragette e prime attiviste ottocentesche, fondatrice di Women’s Social and Political Union, ovvero l’organizzazione per la promozione del suffragio delle donne nel Regno Unito. Dedicò la sua vita alla causa della divulgazione e sensibilizzazione sul tema del diritto di voto per le donne. Fu arrestata più volte dalle autorità inglesi e nel 1918 vide la realizzazione del suo ideale: in quell’anno in Inghilterra fu concesso il suffragio universale. Nel 1999 è stata riconosciuta, dalla nota rivista statunitense Time, come una delle persone più importanti del XX secolo.
  • Emily Wilding Davison (1872-1913), il suo nome è legato a un episodio drammatico, era il 4 giugno del 1913 quando l’attivista entrò in pista durante il Derby di Epsom allo scopo di attaccare la bandiera viola-bianco-verde della Women’s Social and Political Union alle briglie del cavallo del re, in segno di protesta contro il sovrano, che continuava ad ordinare gli arresti delle attiviste. Il terribile urto con l’animale procurò alla donna ferite molto gravi, a causa delle quali morì pochi giorni dopo. Il suo gesto, tuttavia, ebbe una grande risonanza: tutta la nobiltà inglese si trovava sugli spalti ed ebbe modo di osservare l’azione eclatante della suffragetta.
  • Una Duval (1879-1975), collaboratrice della Pankhurst, diede scandalo durante il suo matrimonio con Victor Diederichs Duval, il 13 gennaio del 1912: al momento dei voti nuziali non pronunciò l’espressione “e obbedire”, che faceva parte della formula di giuramento di fedeltà al coniuge, reclamando la parità tra moglie e marito. Il fatto ebbe risonanza in tutto il Regno Unito. Poco tempo dopo, l’attivista rispose alla stampa inglese che la criticava attraverso un pamphlet intitolato To love, honour, but not obey, in cui trattò il tema dell’uguaglianza tra sposi.

Il suo gesto è stato ripreso in anni recenti da altre due celebri donne durante la celebrazione delle nozze reali: nel 1981 Lady Diana e nel 2011 Kate Middleton, che si sono rifiutate di pronunciare il voto di obbedienza ai rispettivi coniugi.

Mi sento di consigliare la visione del Film “Suffragette” di Sarah Gvron del 2015 poiché racconta molto bene come era la vita in quegli anni e quanto coraggio ebbero queste donne.

LE CONDIZIONI DELLA DONNA NELLA STORIA

Iniziando dalla Preistoria, dove il ruolo dei sessi era ben definito in quanto l’uomo era il cacciatore e la donna colei che accudiva i figli, lo stesso non si può dire all’interno delle civiltà mesopotamiche (Egitto, Persia, Assiria e Babilonia) dove la donna aveva una posizione molto elevata arrivando addirittura alla presenza di un matriarcato che finì ovviamente con l’avvento delle monarchie che limitarono di gran lunga il potere e la libertà della donna.

Nella società greca la donna era considerata così inferiore che le era vietato assistere a qualsiasi manifestazione pubblica, compresi i Giochi Olimpici, pena la pena di morte. Secondo un’antica tradizione si diceva addirittura che, se mai una donna avesse praticato una qualche attività sportiva, grandi sventure sarebbero arrivate in seguito a tutto il genere femminile.

Ben diversa era invece la condizione della donna romana che era considerata quasi al pari dell’uomo. I genitori di un figlio, per esempio, avevano pari obblighi su costui, inoltre una donna poteva accompagnare il marito ad una festa e come unica limitazione aveva il fatto di mangiare seduta e non sdraiata come facevano gli uomini. Le donne romane avevano limitazioni nel campo legislativo, non possedevano infatti né ius suffragii e né il ius honorum e questo gli impediva di accedere a cariche di magistratura, inoltre non possedevano la patria potestas e non potevano adottarefare testamento.

Le condizioni della donna peggiorarono con l’arrivo dei Franchi e dei Longobardi in Italia, dove la donna è un oggetto di proprietà del padre fino a quando non deciderà di venderla ad un altro uomo per scopi il più delle volte economici.

Con l’inquisizione la donna venne ritenuta un rappresentante del Diavolo sulla Terra (le cosiddette streghe), capaci di trarre in inganno l’uomo spingendolo al peccato in qualsiasi modo. Tuttavia, dopo il 1000, con l’avvento del dolce stilnovo, la donna viene angelicata e considerata un tramite tra Dio e l’uomo.

LA STORIA DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE

Nel 1907, iniziò a nascere l’idea di istituire un giorno dedicato alle donne durante il quinto Congresso della seconda Internazionale socialista (18-24 agosto), seguito dalla conferenza internazionale delle donne socialiste (26 agosto), durante i quali venne discussa la questione del suffragio universale senza però arrivare ad una linea comune. Perciò nel febbraio 1908, Corinne Brown, personalità nota del movimento socialista americano, presiedette la conferenza del Partito socialista a Chicago che venne ribattezzata “Woman’s Day“. Si trattò di un meeting storico nel quale vennero affrontati argomenti come lo sfruttamento delle operaie da parte dei datori di lavoro, le discriminazioni sessuali e il diritto di voto.

Le lotte per l’universalizzazione di quel diritto, costarono pure delle vite, come quelle delle due donne ammazzate dalla polizia londinese durante il “Black Friday” del 1910, ma fu proprio il 1910 l’anno di svolta in cui durante l’Internazionale Socialista, riunitasi a Copenaghen, venne proclamata ufficialmente la prima Giornata della Donna a livello internazionale. Tuttavia, al termine della riunione non venne stabilita una data fissa e universalmente riconosciuta, così, nel 1911, la Giornata internazionale della Donna si celebrò per la prima volta in Germania, Austria, Danimarca e Svizzera in data 19 marzo: alle manifestazioni parteciparono oltre un milione di persone. Diritto di voto, diritto di occupare incarichi pubblici, diritto al lavoro e alla formazione professionale, così come il “no” alla discriminazione di genere nei luoghi di lavoro furono i temi delle rimostranze.

LA DATA DELL’8 MARZO

Nel 1914 avvennero una serie di incontri femminili con lo scopo di protestare contro la violenza della guerra in corso e per solidarizzare con le cittadine russe che l’anno precedente, nel 1913, avevano celebrato la loro prima Giornata internazionale della Donna nell’ultima domenica di febbraio. Divenne questa una giornata ancor più significativa nel 1917 quando, davanti agli oltre due milioni di soldati morti nel conflitto, le donne russe proclamarono uno sciopero al grido di “pane e pace”, durante il quale lo Zar abdicò e il nuovo governo provvisorio concesse finalmente il diritto di voto alle donne. Era il 23 febbraio secondo il calendario utilizzato a quel tempo in Russia, l’8 marzo secondo quello gregoriano di tutti gli altri Paesi.

Il riconoscimento dell’Onu negli anni ‘70

Fu nel 1975, in coincidenza con l’Anno internazionale della Donna, che le Nazioni Unite celebrarono per la prima volta nella storia l’8 marzo come Giornata internazionale dedicata alla Donna. Il 16 dicembre 1977, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite propose a ogni Paese, con la risoluzione 32/142, di dichiarare un giorno all’anno “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. L’8 marzo, che già veniva festeggiato in numerosi Paesi, fu scelta così come la data ufficiale da molte nazioni.

SUFFRAGIO UNIVERSALE

Il primo paese ad introdurre il suffragio universale fu la Nuova Zelanda nel 1893, seguita a ruota dall’Australia e dalla maggioranza dei paesi del nord Europa e poi dalla Russia rivoluzionaria. In Italia ciò avvenne solo nel 1946, seguita dagli svizzeri nel 1971, fino ad arrivare a quello dell’Arabia Saudita nel 2011 che ha trovato applicazione per la prima volta però solo nel 2015 in occasione delle elezioni comunali, a cui le donne hanno potuto partecipare sia come elettrici, sia come candidate.

SUFFRAGETTE IN ITALIA

In Italia ci furono numerose donne che lottarono per la conquista del voto: uno dei motori di questa trasformazione fu l’Unione Femminile, organizzazione tuttora in attività, nata a Milano nel 1899, fondata con l’obiettivo di far acquisire alle donne gli stessi diritti politici, sociali e civili degli uomini.

Tra le figure di spicco dell’Unione firmatarie del primo manifesto troviamo:

  • Ada Negri (1870-1945), poetessa ricordata per essere stata la prima e unica donna a essere ammessa all’Accademia d’Italia, all’epoca la più prestigiosa istituzione culturale a livello nazionale, appannaggio solo degli uomini;
  • Ersilia Majno (1859-1933), fondatrice dell’Unione Femminile: nel corso della sua vita ha fatto emergere all’attenzione dell’opinione pubblica temi come il trattamento della delinquenza minorile e la necessità di promulgare una legge a tutela della maternità e delle madri lavoratrici;
  • Irma Melany Scodnik (1877-1924), attivista e conferenziera, impegnata a livello internazionale nella critica alla guerra e alla promozione della pace tra i popoli.

IL FALSO STORICO

Per diverso tempo l’origine della Giornata internazionale della Donna è stata attribuita al giorno in cui centinaia di operaie sarebbero morte nel presunto rogo di una – pare inesistente – fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York. In realtà, è molto probabile che la vera origine della celebrazione, con la sua connotazione fortemente politica legata al socialismo e alla violenza della Seconda guerra mondiale, abbia in qualche modo contribuito ad alimentare questo falso storico. Diversi storici sostengono che l’episodio dell’incendio della fabbrica di camicie non fosse altro che una fantasiosa riproposizione di un vero incendio scoppiato sempre a New York, il 25 marzo 1911, e non l’8 marzo 1908. Si trattò del più grave incidente industriale della storia della Grande Mela che provocò la morte di 146 persone, tra cui 123 donne. La tragedia ebbe risvolti sociopolitici piuttosto importanti: dopo quell’incendio vennero infatti varate nuove leggi sulla sicurezza nel posto di lavoro.

SIMBOLO DELL’8 MARZO

Alla fine della Seconda guerra mondiale, la mimosa era uno dei pochi fiori che fiorivano nel periodo di marzo ( il mese in cui si festeggia la ricorrenza) e alla portata delle tasche di tutti. Furono così Rita Montagnana, moglie di Palmiro Togliatti, Teresa Noce e Teresa Mattei che, al termine di una riunione, decisero che sarebbe stata proprio questa pianta il simbolo da regalare a tutte le donne nella giornata a loro dedicata. In realtà, pare che inizialmente il fiore scelto per questa celebrazione fosse la violetta, che rappresentava la sinistra europea, ma fu scartata a causa della sua difficoltà di reperibilità e del suo costo.

Teresa Mattei – morta nel 2013 a 92 anni – molto tempo dopo quella decisione, durante un’intervista, disse che “la mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”. E aggiunse: “Quando nel giorno della Festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”. In realtà, pare che già durante il fascismo, nelle fabbriche italiane e in altri luoghi di lavoro, tra le donne ci fosse l’usanza “non ufficiale” di regalarsi un rametto di mimosa. Veniva portato un grande ramo da cui era possibile prenderne una piccola parte da regalare poi a una collega e amica di lavoro.

Secondo gli Indiani d’America i fiori della mimosa significavano forza e femminilità.

MANIFESTO

Il famoso manifesto con la scritta We can do it (possiamo farlo) di J. Howard Miller, fu creato nel 1942 e la forzuta donna ritratta fu chiamata Rosie the Riveter, Rosie la rivettatrice (rivettare vuol dire unire due pezzi di lamiera con i giunti), ispirata un po’ a tutte le operaie che all’epoca lavoravano duramente nelle industrie metallurgiche e belliche ma soprattutto ad una, l’italo-americana Rosina Bonavita, la rivettatrice dei record, l’operaia poco più che ventenne di Peekskill (New York) che nel 1943 finì su tutti i giornali perché con la sua collega Jennie Fiorito riuscì a fare in sole sei ore 900 buchi e a fissare 3.345 rivetti per la costruzione di un’ala di un aereo da combattimento. Quando il record venne superato da un altro team, Rosie non si perse d’animo e con un’altra partner riuscì a costruire un’ala di aereo in 4 ore e 10 minuti, diventando così un punto di riferimento per milioni di americane.

L’8 MARZO NEL MONDO

Se la data dell’8 marzo come Giornata internazionale delle donne è condivisa in vari Paesi nel mondo, ogni Stato ha la propria tradizione sul modo di festeggiarla. In Africa, nello Zimbabwe e nel Camerun vengono organizzati grandi eventi. In Perù, invece, vengono preparati festeggiamenti dai quali gli uomini sono banditi, come la pollada, durante la quale vengono sistemati mercatini e stand che, con le vendite, supportano programmi in favore del mondo femminile. In Russia è tipico realizzare spettacoli pirotecnici, mentre in Vietnam le donne condividono il cibo sul luogo di lavoro.

LE DONNE NEI MEDIA

Se volete approfondire ancora di più l’argomento vi segnalo con piacere il Web-Doc di Rai Cultura dove grazie a contenuti esclusivi e video d’eccezione possiamo ripercorrere tutte le tappe che sono state necessarie per la conquista di questi diritti, inoltre vorrei consigliarvi la visione di ” La prima donna che ” pillole che troverete su RaiPlay sulle storie di donne che hanno segnato la storia.

LE DONNE NELLA LETTERATURA

Questo tipo di carriera, così come tante altre, era esclusivo degli uomini, in quanto la donna non necessitava di istruzione poiché il suo unico compito era quello di accudire i figli. In verità le donne scrivevano di nascosto e solo per sé stesse fino alla metà del 700 , riuscendo solo a fine 800 ad entrare nei mercati editoriali dopo svariate lotte fra censure e pregiudizi.

Le forme letterarie ricorrenti di scrittura femminile si basano su: autobiografie, lettere e diari poiché sono i luoghi ideali per confidarsi con amiche riguardo segreti ed idee che non possono essere rivelati in pubblico in quanto donne.

I generi letterari ricorrenti della scrittura femminile sono: il romanzo rosa, il romanzo sentimentale e la poesia.

Ecco dunque a voi una lista dei migliori libri femminili da leggere, non dimenticatevi di usare #SpacciamoCultura!

LIBRI DI DONNE PROTAGONISTE DELLA STORIA

  • Cleopatra – Antonio Spinosa
  • Giovanna D’Arco – Franco Cardini
  • Eleonora D’Arborea – Bianca Pitzorno
  • Lucrezia Borgia – Geneviéve Chastenet
  • Caterina De’ Medici – Jean Orieux
  • Elisabetta I – Carolly Erickson
  • Maria la Sanguinaria – Carolly Erickson
  • Anna Bolena – Carolly Erickson
  • Artemisia – Alexandra Lapierre
  • Caterina II di Russia – Carolly Erickson
  • Maria Teresa d’Austria – Edgarda Ferri
  • Maria Antonietta – Carolly Erickson
  • La Zarina Alessandra – Carolly Erickson
  • Margherita Sarfatti – Rachele Ferrario
  • L’imperatrice Sissi – Erika Bestenreiner
  • Rosa Parks – la mia storia

A questo proposito come non menzionare i più famosi personaggi femminili creati da scrittrici donne

  •  Jo March di Piccole Donne
  •  Elisabeth Lizzie Bennet di Orgoglio e Pregiudizio
  • Pollyanna di Eleanor Hodgman Porter
  • Virginia Woolf l’autrice di donne rivoluzionarie
  • Rossella O’Hara di Via col Vento di Margaret Mitchell
  • Paula – Isabel Allende
  • Joana – Vicino al cuore selvaggio di Clarice Lispector
  • Lea del romanzo erotico Chéri di Colette
  • Una donna spezzata di Simone de Beauvoir
  • Modesta dell’Arte della gioia di  Goliarda Sapienza
  • Anna Karenina di Lev Tolstoj
  • Clara di La casa degli spiriti di Isabel Allende
  • Miss Marple di Agatha Christie
  • Chiyo Sakamoto di Memorie di una Geisha di Arthur Golden
  • Hermione Grange di Harry Potter – JK Rowling
  • Emma Bovary di Madame Bovary di Gustave Flaubert
  • Bridget Jones di il Diario di Bridget Jones di Helen Fielding

CONSIGLI

LIBRI CHE RACCONTANO DI DONNE CHE HANNO FATTO LA STORIA

  • L’allodola – Giovanna Ginex e Rosangela Percoco
  • Liberazione – Imogen Kealey
  • La passione di Frida – Caroline Bernard
  • La ragazza con la Leica – Helena Janeczek
  • L’angelo di Monaco – Fabiano Massimi
  • Frieda – Annabel Abbs
  • Freida – Christophe Palomar
  • L’architettrice – Melania G. Mazzucco
  • Di questo amore non si deve sapere – Ritanna Armeni
  • Sei donne che hanno cambiato il mondo, le grandi scienziate della fisica del XX secolo – Gabriella Greison

LIBRI SU GRANDI DONNE

  • Come un fucile carico – la vita di Emily Dickinson
  • Il cinema in Penombra – Elvira Notari
  • Lucrezia Borgia – Maria Bellonci
  • Hypatia – Watts
  • Le magnifiche Ribelli – Lorenzo Pezzica
  • A dimora le rose – Antonella Rizzo
  • Le rose di Cordova – Adriana Assini
  • Qualcuno si ricorderà di noi – Alessia Pizzi
  • Cleopatra, divina donna d’inferno – Alessia Pizzi
  • Scandalose -Cristina De Stefano
  • Breve storia delle donne – Jacky Fleming
  • Le poesie di Wallada bint al-Mustakfi per la prima volta in italiano con Fusibilia

ROMANZI

  • Una donna, Sibilla Aleramo
  • La lunga vita di Marianna Ucrìa, Dacia Maraini
  • Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf
  • Accabadora, Michela Murgia
  • Le Beatrici, Stefano Benni
  • Storia di una capinera, Giovani Verga
  • Il catino di zinco, Margaret Mazzantini
  • La zia marchesa, Simonetta Agnello Hornby
  • La bruttina stagionata, Carmen Convito
  • Menzogna e sortilegio, Elsa Morante

LIBRI FEMMINISTI

  • “dovremmo essere tutti femministi”, di chimamanda ngozi adichie
  • “la camera di sangue”, di angela carter 
  • “il racconto dell’ancella”, di margaret atwood
  • “non sono quel tipo di ragazza”, di lena dunham
  • “facciamoci avanti”, di sheryl sandberg
  • “il taccuino d’oro”, di doris lessing 
  • “l’astragalo”, di albertine sarrazin
  • “a mille miglia da kensington”, di muriel spark
  • “ci vogliono le palle per essere una donna”, di caitlin moran
  • il libro dei bambini”, di antonia s. byatt 
  • i monologhi della vagina”, di eve ensler
  • persepolis”, di marjane satrapi 
  • donne che corrono coi lupi”, di clarissa pintola estés 
  • ehrengard”, di karen blixen
  • corpi”, di susie orbach

LETTERATURA ROSA

  • Donne che amano troppo – Robin Norwood
  • Penelope alla guerra – Oriana Fallaci
  • Mangia prega ama – Elizabeth Gilbert
  • Il club del sabato sera – Becky Aikman

LIBRI SULLE DONNE

  • Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabú delle mestruazioni di Elise Thiébaut
  • Tre donne. Una storia d’amore e disamore di Dacia Maraini
  • Scandalose. Vite di donne libere di Cristina De Stefano
  • Donne in fuga. Vite ribelli nel Medioevo di Maria Serena Mazzi
  • Libere tutte. Dall’aborto al velo, donne nel nuovo millennio di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti
  • Gesù e le donne di Enzo Bianchi
  • Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali di Alessandro Barbero
  • Il cervello delle donne di Louann Brizendine
  • Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna di Oriana Fallaci
  • Amanti e regine. Il potere delle donne di Benedetta Craveri
  • Quando tutte le donne del mondo – Simone de Beauvoir
  • Liberati della brava bambina otto storie per fiorire – Andrea Colamedici e Maura Gancitano
  • l’ignoranza delle persone colte – William Hazlitt
  • la pazienza silenziosa – Alex Michaelides
  • cose che nessuno sa – Alessandro d’Avenia
  • sei come sei –  Melania Gaia Mazzucco
  • donne che comprano fori – Vanessa Montfort
  • il giorno in cui ho imparato a volermi bene – Serge Marquis
  • il libro rosso – Carl Gustav Jung
  • il canto di penelope –  Margaret Atwood
  • attraversare i muri – Marina Abramović
  • come un respiro – Ferzan Özpetek
  • l’altra verità diario di una diversa – Alda Merini
  • il coraggio di non piacere – Fumitake Koga e Ichiro Kishimi
  • finchè il cafè è caldo – Toshikazu Kawaguchi
  • la signora delle camelie –  Alexandre Dumas
  • una stanza tutta per sé – Virginia Woolf

LIBRI PER BAMBINE

  • Donne senza paura –  Marta Breen
  • le più belle storie di donne coraggiose – Valentina Camerini
  • storie della buonanotte per bambine ribelli – Elena Favilli e Francesca Cavallo

Non dimentichiamoci delle collane pubblicate in esclusiva come quella di Hachette su “Donne Straordinarie” o come quella di RBA su “ Le Grandi Donne ” arrivando a quella di “Regine e Ribelli” sempre di RBA

LE DONNE ED IL CINEMA

Come per i libri, il ruolo della donna ha visto profonde trasformazioni anche nel campo cinematografico.

Agli inizi infatti il ruolo della donna era sempre lo stesso, il più delle volte infatti, era una figura di supporto a quella maschile interpretando ruoli di brava moglie e casalinga. La rivoluzione iniziò negli anni 40 grazie alle dive Sophia Loren, Grace Kelly e Audrey Hepburn che senza farsi mettere i piedi in testa riuscirono ad aver successo grazie solo esclusivamente al loro talento, e così, verso gli anni 60, la donna comincia ad essere considerata sempre più al pari dell’uomo, sorpassando gli stereotipi anche quelli di carattere erotico, iniziando così ad intraprendere ruoli sempre più indipendenti.

DISNEY

L’evoluzione dell’emancipazione femminile è molto visibile nei classici Walt Disney.

Nei primi cartoni animati Disney infatti (Biancaneve e i Sette Nani risalente al 1937, seguito da Cenerentola nel 1950 e dalla Bella Addormentata nel Bosco del 1959), si può notare come il ruolo delle donne sia sempre lo stesso, erano anni ancora difficili per le donne che non riuscivano ancora a far valere i loro diritti così come queste principesse che rispecchiavano il classico ruolo che le donne avevano nella società, erano infatti casalinghe devote dolci e buone verso gli altri e materne con nani e topolini, attendendo con speranza il loro lieto fine che avverrà solo grazie al Principe Azzurro, un uomo, forte e coraggioso che le salverà da queste loro condizioni.

Ben diversi sono invece i cartoni animati che seguirono tra gli anni 1989 e 1994 ( la Sirenetta, la Bella e a Bestia ed Aladdin). Queste principesse infatti, anche se ancora non riescono a decidere da sole del proprio destino iniziano comunque a liberarsi da quelle catene imposte dalla società cercando avventure. Un personaggio fondamentale fu Belle che rappresenta il primo rapporto della donna con la cultura.

E’ dal 1995 che l’emancipazione disneyana si fa sempre più forte introducendo principesse che sono vere e proprie guerriere come Pochaontas, Mulan e Jane di Tarzan.

Con l’avvento del nuovo millennio assistiamo ad una scelta azzardata da parte di Disney, ovvero, la nascita di Tiana (La Principessa ed il Ranocchio). una principessa di colore, che per questo suscitò molto dibattitto, soprattutto fra la popolazione americana, ma non fra le bambine di colore che finalmente potevano avere anche loro una principessa come modello di riferimento. Seguirono Rapunzel, Merida (Ribelle) Elsa ed Anna (Frozen) tutte con caratteristiche adolescenziali che trovano la forza di lottare per affermarsi.

CONSIGLI

All’inizio dell’articolo mi sono permessa di segnalarvi un film che secondo me rappresenta molto bene ciò che è stato il mondo delle suffragette, oltre a quello vorrei segnalarvi il film del 2002 su Frida ed altri film che vi dividerò in base alle varie tipologie:

FILM SULLA FORZA DELLE DONNE

  • ERIN BROCKOVICH (2000)
  • CHANGELING (2008)
  • WE WANT SEX (2010)
  • IL DIRITTO DI CONTARE (2016)
  • UNA DONNA PROMETTENTE (2020)

FILM SUL POTERE DELLE DONNE

  • Kiki consegne a domicilio – 1989
  • Thelma & Louise – 1991
  • Forte come la verità – 2000
  •  Il Diavolo Veste Prada – 2006
  • The Help – 2011
  • The Brave, Ribelle – 2012
  • The Danish Girl – 2016
  • Tre manifesti a Ebbing, Missouri – 2017
  • La Favorita – 2018
  • Roma – 2018

BODY POSITIVITY

  • Come tu mi vuoi (2007)
  • Dumplin’ – Voglio una vita a forma di me (2018)
  • Come ti divento bella – I feel pretty (2018)

FILM SU STORIE DI DONNE

  • Marie Antoniette (1938)
  • suspiria (horror) 1977
  • il colore viola (1985)
  • Thelma e Louise (1991)
  • Ragazze a Beverly Hills (1995)
  • Elizabeth (1998)
  • Ragazze interrotte (1999)
  • Erin Brockovich (2000)
  • The Hours (2002)
  • Million Dollar Baby (2004)
  • the Descent (horror) 2005
  • Revolutionary Road (2008)
  • Julie & Julia (2009)
  • Wild (2014)
  • la babysitter (horror) 2017
  • la donna più odiata d’America (2017)
  • una giusta causa (2019)

COMMEDIE ROMANTICHE

  • Accadde una notte (1934)
  • La signora del venerdì (1946) 
  • Scandalo a Filadelphia (1946)
  • Susanna! (1949) 
  • Vacanze Romane (1953) 
  • Sabrina (1954) 
  • Il letto racconta (1959)
  •  A qualcuno piace caldo (1959) 
  • L’Appartamento (1960)
  • Colazione da Tiffany (1961)
  • Non per soldi ma… per denaro (1966)
  •  A piedi nudi nel parco (1967)
  • Io e Annie (1977)
  • Lola Darling (1986)
  • Baby Boom (1987) 
  • Dirty Dancing (1987)
  • Harry ti presento Sally (1989)
  • Sesso bugie e videotape (1989)
  • Pretty Woman (1990)
  • Ricomincio da capo (1994)
  • Quattro matrimoni e un funerale (1994)
  • Un giorno… per caso (1996)
  • Il Matrimonio del mio migliore amico (1997)
  • Jerry Maguire (1997)
  • Qualcosa è cambiato (1997)
  • Tutti pazzi per Mary (1998) 
  • C’è posta per te (1998) 
  • Notting Hill (1999) 
  • Se scappi ti sposo (1999) 
  • 10 cose che odio di te (1999)
  • Kiss me she’s all that (1999)
  • Malena (2000)
  • I perfetti innamorati (2001)
  • Il favoloso mondo di Amelie (2001)
  • What Women Want (2001) 
  • Il diario di Bridget Jones (2001)
  • Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002)
  • Due settimane per innamorarsi (2002)
  •  Love Actually (2003)
  • e alla fine arriva Polly (2004)
  • 50 volte il primo bacio (2004)
  • Che pasticcio Bridget Jones! (2004)
  • Hitch (2005) 
  • 40 anni vergine (2005)
  • Un’ottima annata (2006)
  • Molto incinta (2007)
  • Vicky Cristina Barcellona (2008)
  • 500 giorni insieme (2009)
  • La verità è che non gli piaci abbastanza (2009)
  • La dura verità (2009)
  • Amore e Altri Rimedi (2010)
  • La prima cosa bella (2010)
  • easy girl (2010)
  • Amici di letto (2011)
  • Crazy, Stupid, Love (2011) 
  • Il Lato positivo (2012)
  • Don Jon (2013)
  •  The to do list 2013
  • la pazza gioia (2016)
  • sierra burges 2018
  • la vita dopo i figli (2019)
  • non è romantico? (2019)
  • Wine Country 2019
  • tall girl (2019)

Continua la ricerca anche su Netflix

SERIE TV

  • X-Files (1993)
  • Friends (1994)
  • Buffy – l’ammazza vampiri (1997)
  • Una mamma per amica (2000)
  • Alias (2001)
  • Disperate Housewieves (2004)
  • Grey’s Anatomy (2005)
  • H20 (2006)
  • Mad Men (2007)
  • 90210 (2008)
  • Modern Family (2009)
  • Downtown Abbey (2010)
  • Revenge (2011)
  • New Girl (2011)
  • Homeland (2011)
  • Scandal (2012)
  • Rita (2012)
  • Miss Fisher (2012)
  • Orange is the New Black (2013)
  • Vikings (2013)
  • Le regole del delitto perfetto (2014)
  • Jane the Virgin (2014)
  • Scream Queens (2015)
  • Grace and Frankie (2015)
  • Unbreakable Kimmy Schmidt (2015)
  • Versailles (2015)
  • Agent Carter (2015)
  • Vis a Vis (2015)
  • Crazy ex girlfriend
  • The Crown (2016)
  • Stranger Things (2016)
  • Love (2016)
  • The O.A. (2016)
  • Lucifer (2016)
  • Fleabag (2016)
  • Tredici (2017)
  • The Bold Type (2017)
  • Gypsy (2017)
  • La casa di carta (2017)
  • Absentia (2017)
  • Riverdale (2017)
  • La fantastica signora Maisel (2017)
  • Chiamatemi Anna (2017)
  • Glow (2017)
  • The Handmaid’s Tale (2017)
  • Girlboss (2017)
  • Le ragazze del centralino (2017)
  • The good Fight (2017)
  • Godless (2017)
  • Vida (2018)
  • Alexa e Katie (2018)
  • Dietland (2018)
  • Homecoming (2018)
  • Wanderlust (2018)
  • Baby (2018)
  • Le terrificanti avventure di Sabrina (2018)
  • Good Girls (2018)
  • You (2018)
  • Derry Girls (2018)
  • Virgin River (2019)
  • Donne in carcere (2019)
  • Dickinson (2019)
  • Dollface (2019)
  • The morning show (2019)
  • Unbelievable (2019)
  • Amiche per la morte (2019)
  • Sex Education (2019)
  • Jinn (2019)
  • The Great (2020)
  • Unorthodox (2020)
  • Bridgerton (2020)
  • The Wilds (2020)
  • Biohacker (2020)
  • Self-made: la vita di Madam C. J. Walker (2020)
  • Normal People (2020)
  • Losing Alice (2020)
  • Emily in Paris (2020)
  • Away (2020)
  • Love e Anarchy (2020)
  • Big Sky (2020)
  • Julie and the Phantoms (2020)
  • Maid (2021)
  • l’estate in cui impariamo a volare (2021)
  • Wanda Vision (2021)
  • Tenebre e ossa (2021)
  • Al nuovo gusto di ciliegia (2021)
  • All mine (2021)
  • Fedeltà (2022)

GAMING

Per ultimo ma non per questo meno importante, vorrei parlare delle donne nel settore gaming e quindi nei videogiochi. Da tempo ormai la percentuale di donne videogiocatrici è sempre più in crescita, soprattutto in Italia, ma nonostante ciò le donne trovano sempre più difficoltà a farsi notare rispetto ai colleghi maschi in quanto il gaming è ancora considerato un passatempo più maschile che femminile e quindi non ancora unisex per molti. Purtroppo se le donne riescono a farsi notare in questo campo è principalmente dovuto ad un approccio sessista da parte dei colleghi maschi e dunque la fama ricevuta non è quella sperata. Molte donne gaming famose come Julia Kreuzer si stanno facendo porta voci delle minoranze e di idee innovative di gaming.

Tornando al discorso di Donne nei videogiochi vi consiglio di dare un’occhiata al link di seguito dove troverete tutte le eroine che sono state più rilevanti in questi anni, tra cui spicca ovviamente il nome di Aloy che proprio grazie all’uscita del secondo capitolo del videogioco “Horizon”, intitolato appunto “Horizon Forbitten West”, è diventata simbolo di tutte le donne, grazie alla sua forza e determinazione, nonché alla sua emancipazione e soprattutto alla sua fisicità che non rispecchia più quei canoni di bellezza imposti dai maschi gamer. Proprio perché Aloy rappresenta le donne, Play Station 4 ha scelto Firenze come sede per installare la statua temporanea a lei dedicata, intitolata “The Placeholder” (che tiene il posto) ed installata non a caso all’interno del Complesso delle Murate, ex carcere femminile, sia per la sponsorizzazione dell’uscita del videogioco ma anche per “tenere il posto” appunto a tutte le donne del passato che hanno contribuito con valori condivisi all’accrescimento del patrimonio artistico, culturale e scientifico del nostro paese. Qui trovate il trailer di Sony che è stato dedicato alla statua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.